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tuka's Journal

Sunday, January 15, 2006

Thursday, November 3, 2005

8:19PM - test

test

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Sunday, August 28, 2005

1:24PM - Last flight from London

Sono all'aereoporto di New York ora, e sono le cinque del mattino. Boarding time del mio volo: 6.20AM. Sono arrivato ieri sera da London Heatrow dopo un piacevole volo con British Airways: il destino ha voluto che avessi un posto semplicemente favoloso in entrambi i voli, precisamente quello vicino all'uscita di sicurezza, dove si possono allungare le gambe a piacere e non si disturba nessuno. Le mie due compagne di viaggio erano mamma e figlia, la prima che riportava a casa la seconda dopo un anno di studio a Oxford, per aiutarla con i bagagli e perché con lo sciopero della settimana precedente - quando mai avevo sentito di uno sciopero British Airways before? - preferiva condividere l'ondivago umano destino a tu per tu con la sua bambina. La mamma tra l'altro lavora nel campo dell'informatica, si occupa di database e network administration - e che noia! - e già penso che mamy, leggendo questo, dirà: le hai chiesto se ti trova un lavoro?
Il volo era piacevole anche perché BA ti vizia: c'è uno schermo LCD per ogni passeggero, con 18 canali televisivi, 16 canali radio, la mappa del volo (quella che nel volo Lufthansa vedevo su un televisore attaccato al soffitto, di tanto in tanto, e con un po' di fatica). La cosa che mi ha mandato in estasi è però questo micro-kit contenente:
• un paio di calzini
• dentifricio e spazzolino
• un paraocchi

Ed è il paraocchi firmato British Airways che mi fa impazzire, perché è proprio quello di cui, in quel momento, sentivo di più il bisogno. In TV ho visto prima un film con la Kidman (The interpreter), poi uno con Jennifer Lopez (Monster in law) tanto per restare sul leggero. Poi ho visto uno stralcio dell'inizio di Priscilla, perché poi siamo arrivati. Per tutto il viaggio ho avuto l'impressione che British Airways viaggiasse più lenta dell'equivalente volo della Lufthansa: la velocità media è stata intorno agli 800km/h.
Sono al terminal 4, ma il mio volo parte dal terminal 8. Poco male, c'è l'airtrain ogni 5 minuti, non sarà un problema arrivare in tempo: il check in é già effettuato. La notte l'ho passata qui. Speravo di poter sbolognare le valigie ad American Airlines alle 11 di sera ma mi hanno detto che non li avrebbero presi in consegna prima delle 3.30 del mattino successivo e quindi, povero Tuka, niente girettino per Manhattan... sarà per la prossima volta! Cosi` ho dormito sempre al terminal 4: speravo che qualche airline lounge fosse aperto e accogliesse i pellegrini che viaggiano in coach class ma anche questa, nel prontuario delle mie speranze newyorkesi, e` tramontata. MI è quindi rimasta questa seating area, circondata da presunte opere d'arte, con delle seggioline né comode né scomode, né belle né brutte, quasi insignificanti. C'era un tipo poco distante da me che russava molto bene, un vero concertista, e ogni 20 minuti la voce mi ricordava che se lascio bagagli in giro arriva la polizia e me li distrugge. Esaurimento nervoso o distruzione del bagaglio? La risposta è semplice: avevo così tanto sonno che probabilmente avrei dormito anche in piedi. E poi da Viviana ho imparato l'arte del 15-minute-nap che mi permette di ricaricare le batterie per un po': così tra sveglia e dormi, dormi e sveglia, e dormiveglia, si son fatte le 4. E le 4 al terminal 4 mi ricordano che posso andare a fare check in delle mie due scomode valigie.


Starbucks Logo
Sono seduto al caffè "au bon pain". Ho preso una pasta con una specie di crema e un caffè latte. La cosa che mi urta di più dei viaggi intercontinentali è che il mio stomaco è la parte di me sempre meno contenta di viaggiare. Il senso di fame precipita e non faccio altro che fare stuffing of it, lo riempio con tutto quello che mi danno, anche se non mi piace, anche se non ne ho voglia. Quando ero a Londra l'impiegata di BA, al check-in, mi dice che non c'è cibo sul volo. Io dico: cosa? E lei mi da un voucher da 5 pounds, poi mi manda con le valigie dalla parte opposta del terminal. All'altra estremità, frustrato per la notizia del cibo, decido di ingannare l'altra e le dico: mi ha detto che lei mi doveva dare un voucher per il cibo, e così ne ottengo un secondo. Poi vado a spendere i miei 10 pound da starbucks: si, proprio lui, il mio beloved starbucks.
Lo starbucks di t-mobile e la sua wireless network.
Lo starbucks di Joe Castiglione e di mr. Tom.
Lo starbucks del frappuccino light (quello senza grassi, tutti più magri).
Lo starbucks su University Avenue.
Lo starbucks dove si studia Fondamenti Logici.
Lo starbucks dove io e Patrick facciamo share della connessione con un cavo di rete.
Lo starbucks aperto 24 ore a Times Square.
Lo starbucks senza le insegne a Boston, raffinata ed elegante (leggete The Improper Bostonian!).
Lo starbucks dove ci siamo persi a San Francisco. Non dentro lo starbucks, fuori!!!
Lo starbucks che quando stavamo a NYC sulla 95esima, dalla scrittrice ansiolitica, ce n'era uno sulla 94esima e uno sulla 96esima!

Alla fine scoprirò che avevo capito male, non servono cibo caldo a bordo, ma qualche sandwich ce lo danno, per il bene del mio stomaco. Quindi potevo fare a meno di spenderli, i 10 pounds, ma tanto erano aggratis e non riutilizzabili quindi via, si puo` fare.

Sono seduto su una dura panchina di legno, colorata di azzurro. Davanti a me c'e` Sbarro, la pizzeria. Qualcuno la mangia, la pizza alle 5 del mattino. Questo terminal e` abbastanza futuristico. A che ora ci sarà l'alba oggi? Non ricordo come sia dall'aereoporto, se riesco e ne vale la pena la fotografo. Il mio stomaco é in subbuglio, da domani si ricomincia una dieta equilibrata. Speriamo di non vomitare volando verso San Diego. Poi mi metterò il paraocchi e dormirò. Vado a riprendere il treno dell'aria.

But I really want tonight to last forever
I really wanna be with you...

Sunday, July 24, 2005

1:14AM - Preparativi

Si, la data e` quella di domenica 24 luglio. Domani parto. E` l'una del mattino della domenica. Devo ancora dormire per due volte. Sono un po' teso: non tanto per il volo, quanto per i mille pensieri che mi affollano la testa. Sto tentando di capire se la tipa del CTS di Roma mi ha prenotato o no il volo per il 19 agosto per NYC. La telefonata con questa tipa (ce n'e` stata piu` d'una a dire il vero) e` stata alquanto buffa: e` stato un primo approccio con l'Italia. Tanto buffa quanto quella col CTS di Bologna: le dicevo: mi cerchi il volo da qui a qui in questo periodo? E quella: "oh mio dio, come e` difficile, non ce la faccio mica, e se mi arriva gente, ci vuole un anno, aspetta che provo, ma e` meglio che chiami il call center, che hanno un terminale migliore".

E io lo chiamo, il CC, e la tipa romana romanissima mi risponde e gli dico: quella di Bologna mi ha detto che avete un terminale diverso che funziona meglio e quella mi fa: eccerto, c'avemo la bacchetta maggica, c'ha portata babbo natale er natale scorso, er prossimo c'aspettamo a sfera maggica. Deliziosa, non c'e` che dire! Welcome back!

Current mood: confused
Current music: Sonata no 5 in C, BWV 529, Allegro - Largo - Allegro

12:56AM - Passaggio a Tijuana

Qualche giorno fa sono stato a Tijuana, a rinnovare il mio visto. È ufficiale (almeno dal punto di vista burocratico, USA side): scriverò qui la tesi. Ho già il docente che mi supporta, ho un'idea del possibile argomento (non di estremo interesse, in verità), e ho un posto dove vivere per i prossimi sei mesi. Non sono convinto che sia la scelta migliore per il mio futuro, ma l'alternativa e` Bologna dove certe cose sono meglio, e certe altre sono peggio (specie lato Università).



L'esperienza a Tijuana e` stata allucinante. Quando son tornato, ho scritto una lettera a Severgnini che però non l'ha pubblicata. È un racconto, stringato ma ugualmente un po' prosaico, della mia avventura. Lo incollo qui, così almeno qualcuno (io?) lo legge.




La lettera (più o meno)


L'altro giorno sono andato all'appuntamento per un nuovo visto e, dato che son qui, sono andato a Tijuana, la San Diego povera che sta dall'altro lato della linea. Per passare il bordo verso il Messico no problem: eccomi in una piccola Italia dove si parla spagnolo, il traffico é maleducato, le insegne cadono a pezzi, le strade han di fiumi di persone, affamate di dolcetti fritti alla cannella.

Il consolato é efficiente, e devo ringraziare di essere italiano: tutti mi sorridono e dicono "Ah Italy, I-TA-LIA", con le sillabe belle sgranate; i tassisti mi chiedono sempre 10 dollari, per qualunque tratta, e quando ad uno gliene ho dati 20, quello mi ha fatto un sorriso largo come una casa. Dalle tinte brunite, in verità.

É passare il bordo per gli USA che fa brodo da tutte le parti. Ecco la promessa: http://www.cbp.gov/xp/cgov/travel/customerservice/pledge_to_travelers/. Professionalità, Cortesia, Rispetto. Ed ecco quel che ho ottenuto: 7 ore in piedi, al caldo o al freddo (alle 9 di sera, con la brezza oceanica, fa freschino!). Attorno a me il fiume umano, per lo più fatto da messicani in attesa col permesso di lavoro di entrare negli USA. Tutti, come me, per ottenere un I-94, un cedolino, il cuore della Homeland Security.

La verità é che gli Stati Uniti, che vantano di essere la più grande democrazia del mondo, sfruttano il lavoro messicano: è mercato, anche se immorale. La parte straziante é che per entrare nel mercato, questi siano trattati aldilà di ogni diritto umano, costretti in silenzio ad aspettare. Ti uso, e tanto che ci sono, ti tratto come un cane. Nessun posto dove sedere, nessuna ristorazione, ufficiali scontrosi e maleducati, la maggior parte dei quali persino ritardata: problemi a battere sulla tastiera, a comunicare, domande ripetute decine di volte.

Mentre ascoltavo la radio i laboriosi messicani si scambiavano informazioni, numeri di telefono, parlavano con americani in cerca di lavoro a basso costo, cercavano disperatamente di sopravvivere. La coppia di fronte a me, sulla quarantina, la pelle nera bruciata dalla fatica, le unghie nere, gli abiti semplici, una valigiona, la più grande che potessero trovare, e solo le loro mani, da stringere.

7 ore per un pezzo di carta, importantissimo, da consegnare assolutissimamente quando si lasciano gli USA. Così importante che il mio precedente é ancora lì, nel passaporto. Alla fine, ottenutolo, ho pensato fosse mio dovere protestare, ma quando ho chiesto "to file a claim" nessuno sapeva come fare, e tutti si irrigidivano. Un agente - il bullo della situazione - ha pensato di chiedermi ancora una volta il passaporto. E io esausto ho detto "no, l'hanno appena controllato". La collega a fianco ha detto: "é vero". Uscendo ho detto a quell'agente: "E poi nessuno mi ha visto lo zaino, potevo avere una bomba". Non ha gradito, ma mi ha detto "wait for it".

In effetti uscendo una agente mi ha chiesto di passare lo zaino sul nastro. Le ho chiesto: "Devo vuotare le tasche"? No, non ce n'era bisogno. Buona notizia per i kamikaze. And God Bless the Homeland Security.

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Quello che ho lasciato indietro


Il mio prof di Direzione d'orchestra ha deciso di accompagnarmi. Questo perché non é garantito che il rilascio del visto avvenga senza intoppi. Ci sono racconti di persone rimaste bloccate a Tijuana per settimane, e persone costrette a rientrare nel loro paese d'origine senza passare dal via. Quindi avevo preparato il piano B, impacchettato tutti i miei possedimenti, allertato amici e conoscenti su come maneggiare i miei averi e rispedirmeli in Italia, vendere il vendibile, eccetera.



Quindi il mio prof. ha deciso di accompagnarmi e di fare da portavoce tra gli Stati Uniti e il Messico. La barriera tra i due paesi esiste, guardate qui: Il bordo tra Stati Uniti e Messico . Ovviamente gli ho voluto offrire il pranzo, e via altri 50 dollaroni. Ci siamo girati un po' la città mentre aspettavamo che i visti venissero stampati; pranzo, caffè, dolcetti.



Poi quando era ora di passare il bordo lui ha fatto in un istante, avendo il passaporto americano. A me invece serviva il fottutissimo I-94, e vai di sette ore di fila! Mi ha detto di avermi aspettato fino alle 19.30, poi di essere tornato a casa. Quando mi ha chiamato, da casa, io avevo appena passato il bordo ed ero salito sul trolley. Ed ero nero nerissimo. Nerissimissimo.

Wednesday, July 13, 2005

2:24AM - La lettera

Ecco l'originale della lettera che uno dei secondi violini ha inviato al mio docente di direzione d'orchestra, di cui parlavo qualche tempo fa. Che bella soddisfazione!

Hello Harvey,

I thought the concert last night turned out very well! I'll figure out
some way to mention a few things to Geoff for the future. It's really
interesting to see the difference between Geoff and Luca. They are both
very talented but Luca relies more on the emotion that the musicians
should have for the piece while Geoff assumes he has to pound it in to
us. :-) It was very nice to see the room packed with an audience.
Maybe next year it can be moved up to the green room behind Mandeville
or another location?

See you at rehearsal tonight.

Victoria

Current mood: amused

Tuesday, July 12, 2005

12:31PM - Concerto d'organo

Stasera (lun, 11 luglio) sono andato solo soletto al concerto d'organo della stagione estiva di Balboa Park. B. Park e` il parco piu` grande di San Diego, cosi` grande che ci passano in mezzo due autostrade (che per gli americani son poi le strade) e visto che lo spazio c'e`, gli americani hanno pure pensato di costruirci dentro un padiglione con un organo gigante. Ogni estate, da quel che so, c'e` un ciclo di concerti. E tra gli invitati di quest'anno c'e` pure Simon Preston, uno dei piu` celebri organisti viventi. Questi concerti tuttavia non hanno il carattere religioso che avrebbero in Italia, per svariate ragioni.

Primo, perche` da noi l'organo sarebbe in chiesa, mica nel parco. Ma visto che in America il concetto di chiesa e` piu` allargato che da noi, forse e` meglio che l'abbiano messo qui...

Secondo, perche` in Chiesa, se proprio ci venisse fame, al massimo si festeggerebbe con un'ostia. Ma qui? Gli americani arrivano con la casa al seguito, coperte (perche` il concerto e` alle 7.30PM, e quindi fa freddino) e soprattutto cibo. Quindi quando ascolti l'organo ti sbafi il panino e a volte il tuo udito si concentra sui raffinati registri che l'organista ha selezionato per il brano, e un secondo dopo l'olfatto si concentra su questo odorino di carne ai ferri condita con ogni genere di salse. Organo, salsa. Salsina, organo. Guacamole, organo. Scrocchi di tortilla. E naturalmente, organo!

Terzo, perche` San Diego e` molto famosa per vari motivi, e uno di questi e` che l'aeroporto e` esattamente nel cuore della citta`. E quindi ascoltavo l'organo e il concerto di patatine, e sullo sfondo nel cielo vedevo (e sentivo!) gli aerei in procedura di atterraggio.

Alla fine quindi, il mio concerto per organo era un concerto per organo, patatine, burritos e aeroplani in fase di atterraggio. Ma tutti erano felici attorno a me, perche` non sarei dovuto esserlo io, allora?

Current mood: amused

12:26PM - Parole nuove

Oggi sono andato a tagliarmi i capelli da Rocco's (poca ironia su questo please...) e ho imparato due nuove parole:


  • tapered: che praticamente vuol dire che vuoi la sfumatura nei capelli... tipo can I have them tapered bottom-up?

  • sideburns: che sarebbero le basette! Anche se in una traduzione letterale sarebbero le bruciature di lato... mah...

Current mood: mellow

Wednesday, June 8, 2005

1:03AM - Finals week

Intro


Beh, final qui potrebbe avere un significato più ampio. Teoricamente finisce il quarter, praticamente finisce anche l'esperienza. Ed e` proprio quando si arriva alla fine del tempo a disposizione che in genere ci si accorge di tutte le cose che ci sono ancora da fare.



Finals exams


Ho tre finals. Il primo, CSE128, e` un take-home. Con annesso progetto. Il secondo e` CSE160, la classe più noiosa che sia mai stata inventata: TA scadente, professore scadente, compagni noiosi, mamma miaaaa. Il terzo e` MUS101C, di cui metà e` già stata fatta: devo solo scrivere un paper di analisi sul primo tempo della sonata Waldstein di Beethoven. Sono un po' in ritardo, ma faremo anche questa.



E la tesi?


Sono stato fortunato. Per svariati motivi: prima di tutto, perché il prof. Keith Marzullo ha molti contatti con l'Università di Bologna. Secondo, perché ho deciso involontariamente (decisione involontaria, che grazioso ossimoro) di seguire il suo corso. Terzo, perchè a quanto pare avrò l'opportunità di scrivere la mia tesi con lui. Ed è questa la parte più buffa: perché il Keith non era del tutto convinto della cosa, fino a quando, un bel giorno, in classe ci ha dato un problema, che e` anche il progetto per questa classe, e ci ha detto: per risolverlo io ci ho messo due settimane, non e` facile. E ci e` rimasto quasi male quando, due giorni dopo (e dopo averci ragionato per meno di due ore) gli ho portato una soluzione. In un successivo scambio di email mi ha scritto:



i'm impressed with your approach. the solution that was originally published (i took this project from a PhD dissertation done at MIT years ago) is clever. your solution with an extra process is clever, and when you explained it to me i realized that it's the first step of a protocol derivation. the remaining difficulty in the derivation is what i wrote above: convincing yourself that you can introduce a P/V critical section that, on the surface, is not starvation free, but in fact in this case it is.


Confesso che nel mio approccio non ci ho visto nulla di straordinario: mi pareva di una banalità sconvolgente. No forse e` troppo: diciamo che mi pareva semplice ma efficace. Ma magari, nella mia mente un po' naive, non ci arrivo. Fatto sta che poco dopo abbiamo fatto un meeting con un suo dottorando, abbiamo discusso alcuni argomenti di interesse per una tesi, nessuno esaltante e nessuno deprimente.



Ma ti piacciono gli Stati Uniti?


Non alla follia. Ci sono alcune cosa che non mi piacciono per niente. Ad esempio, e` vero che gli americani possono essere tremendamente superficiali, ad un punto tale che noi diremmo che ci stanno prendendo in giro. Ma dal loro lato non e` cosi. Uno scemo non può dichiararsi tale fino a quando non comprende che voglia dire essere scemo, ma a quel punto potrebbe non esserlo più. È il classico problema di autorefenzialità che ha lasciato in panne molta matematica, informatica, filosofia del secolo scorso (nel quale c'ero anche io!).


Ma la natura di San Diego é fantastica. Nel campo girano dei simpatici leprotti. E sui fiori (ce ne sono molti!) ci volano i colibrì. Qualche settimana fa c'è stata un'invasione di farfalle. E il vento, che soffia sempre, non sudo mai. E il sole, che quest'anno si è fatto desiderare a lungo: la spiaggia è a due passi, finiti gli esami ci vuole un po' di relax!


Perché vuoi restare negli Stati Uniti? Non ci voglio davvero restare: mi mancano gli amici, le pizze del sabato sera, lo stare a tavola a lungo, a scherzare e chiacchierare, il buon cibo semplice e gustoso, le polemiche. Ma per vivere in Italia con un buon stipendio bisogna rimboccarsi le maniche, essere di talento e avere possibilmente delle buone amicizie; negli Stati Uniti l'approccio è diametralmente opposto: per avere un buon stipendio bisogna lavorare, anche senza talento, l'importante e` la produttività. È un sistema ferocemente verticale, e al tempo stesso molto orizzontale. Che posso dire: sono arrivato qua, ho chiesto di dirigere l'orchestra, me l'han fatto fare per ben due volte. Senza che avessi alcuna "credenziale": e so benissimo che in Italia non sarebbe mai successo. non prima di 10 anni di Conservatorio: l'istituzione forse più arretrata che abbiamo nel nostro paese


l'idea di restare, però, è cominciata quando mi sono sentito molto irritato per il fatto che non potessi fare qui l'OPT senza essere incastrato negli Stati Uniti fino ad agosto; per una serie di cavilli e stupida burocrazia (l'efficienza americana cade in un abisso quando le pratiche sono di immigrazione) non sarei potuto tornare in Italia prima di ottenere il documento per l'OPT, che richiede fino a 4 mesi. Mi son detto: gli americani vogliono fregarmi? E io frego loro! Invece di un OPT ottengo un visto J1, scrivo qui la mia tesi, e poi si vedrà.



Pizza Italians


Ebbene si, il primo evento è andato: Pizzata Italians, con Beppe Severgnini, giornalista del Corriere (vedi http://www.corriere.it/solferino/severgnini/). Un folto gruppo di Italiani dai 20 ai 70 si son trovati a Coronado, un'isoletta esclusiva a sud di San Diego, per arrivare alla quale bisogna passare il bellissimo ponte di Coronado. Oddio, non cosi` bello, lo puoi fare solo in macchina. Ma è bello vederlo da lontano, ed è bello guardare la città da sopra il ponte; ne vale la pena.


Dei nostri c'ero io, Alessia, Elena, Paolo, Claudia. Il Severgnini è molto cordiale, anche con i perfetti sconosciuti. Ogni tanto veniva al nostro tavolo, chiacchierava amabilmente con noi, si lasciava incantare da Elena, i suoi occhioni e dal fatto che stesse preparando una tesi su Prezzolini. Si lasciava fare foto (e io sembravo un giapponese impazzito, o in crisi di astinenza), protestava per il fatto che, dopo pranzo, prendevo il cappuccino. La pizza non era granché, le penne all'arrabbiata non erano molto arrabbiate, ma meglio cosi: a me il piccante non piace. Il tiramisù era buono (ma noi alla Italian Culture Night lo abbiamo fatto favoloso: grazie Alessia & Chris!).


Le foto dell'evento sul mio sito, come sempre! O direttamente cliccando qui: http://www.angeltowns2.net/tuka/pizzaitalians/index.html

Current music: Libertango-Astor Piazzolla-Adiós Nonino

Friday, May 27, 2005

10:46PM - Ultimi eventi

Una frase che un italiano, da queste parti, non dice quasi mai é: I apologize for being so late. Frase che viene utilizzata, in verità, piuttosto di frequente nell'italica terra natia, ovviamente nella rispettiva traduzione. Beh, per i miei venticinque lettori, scesi ormai a meno di cinque, mi scuso per il ritardo con cui scrivo: in questa settimana e nella settimana scorsa gli impegni sono stati numerosi.

Concerto con l'Orchestra da Camera di UCSD


Da segnalare: il mio concerto, nel quale con l'Orchestra da Camera abbiamo suonato l'ouverture Coriolano di Beethoven (con l'altro direttore han fatto Mozart e Shostakovich). É andata molto bene, a mio parere, ma devo ancora sentire la registrazione. E si, questa volta ci sarà un video, dovrei ottenerlo questo fine settimana (speriamo!). Coriolano è un brano fortemente drammatico, perfettamente incastonato nel Romanticismo musicale e al tempo stesso insolito per Beethoven e permeato da un idealismo negativo che non ha pari nella sua musica sinfonica. Quel che ho trovato più difficile, con questi giovani studentelli americani, é trasmettere il significato profondo e il dramma che, nascosto in musica, ha una sua ampiezza che va aldilà delle semplici note segnate. Alle prove, a volte parlavo e mi sembrava di parlare da solo, altre volte ero costretto a far ripetere loro un passaggio più e più volte; altre volte, infine, dovevo semplicemente dire andiamo avanti, perché non c'era il tempo di sistemare. Gli americani volevano essere comandati, io tentavo invece di sedurli: non é stata un'esplosione amorosa, ma una opposizione proficua: alla fine qualcosa e` uscito fuori, qualcosa che aveva un significato.

Le soddisfazioni


Al tempo stesso, alla fine del concerto, era come se non ci fosse stato. Che avevamo in fondo, se non semplicemente quello che avevamo ripetuto tante volte nelle settimane precedenti? Che suonino bene o male, io ho sempre il mio Beethoven in testa. É stato il martedì successivo sono andato alla mia settimanale lezione di Direzione d'orchestra, che ho ricevuto una soddisfazione che mi ha dato una gioia immensa. Quando il mio professore ha cominciato a parlarmi di questa signora che stava in mezzo ai violini, adulta tra i bimbetti e che suonava anche nella Sinfonica, ho focalizzato immediatamente chi era. E mi ha detto di questa email che ha ricevuto, dove questa signora, parlando di me e dell'altro direttore, dice al mio prof che "mentre Geoff ci batte la musica in testa, Luca ce la fa entrare in testa". La frase precisa non la ricordo: temo che la mia memoria salvi i concetti ma non la loro forma originale. Ma é come se avessi ricevuto una forma di beatificazione, perché quella frase dice quello che avrei sempre voluto sentire.

Italian Language Café


Gli italians hanno deciso di fare una serata di aggregazione in nome del popolo italiano (bla bla bla), ovvero una serata dove si mangia, si ascolta musica italiana, si fan giochi attorno all'Italia. La si inizia a pianificare con tre settimane di anticipo, e ovviamente al primo incontro ci sono tutti, al secondo la metà, al terzo siamo in tre. Io sono tra quei tre. Investito, alla prima riunione, dell'incarico di presentare la serata. Il menù è stato deciso in fretta: lasagne e pizza, spezzatino con polenta e contorno di verdure, tiramisù, torta di frutta e crem caramel. Non male eh? E nel programma iniziale ovviamente c'era di tutto: ivi compreso quattro giochi, il balletto iniziale e finale, due scenette, il discorso introduttivo e l'inno nazionale. Mancava Berlusconi, direi, e avevamo fatto il ritratto dell'Italia di oggi al completo.

Tutti entusiasti all'inizio, tutti impegnati alla fine: io devo far questo, io ho quest'altro esame, io devo studiare. E tutti pronti a non far nulla, ma a dire: "si fa così". E poi la gente si stupisce che nel BelPaese le cose non funzicano... e che caspita! Alla serata finale ci sono io, incravattato, che presento, con la collaborazione degli insostituibili Guido e Lorenzo e Francesco; Alessia e Tony si occupano delle decorazioni. La sera prima abbiamo cucinato fino alle 5 del mattino: il giorno dopo ero uno zombie.

L'idea geniale è all'inizio serata: "proiezione del monoscopio con caratteristico suono di attesa" seguito da "Inno nazionale tradotto in lingua anglosassone". Un delirio, che ha dato il via alla prima mondiale di Brothers of Italy. Ne ho messa una copia in formato QuickTime, per l'interesse collettivo, all'indirizzo http://www.angeltowns2.net/tuka/beginning.mov
È interattivo, dovete cliccarci sopra. Da lì in poi non c'è stato niente di davvero meraviglioso. Per dire: non c'erano tovaglioli, non c'era da bere, nessuno ci aveva pensato, tutti erano stati troppo occupati. Niente scenette, per questione di tempo e di scarso interesse, niente balletti per mancanza di ballerini e prove, improvvisazione, tutta improvvisazione in lingua inglese sulle mie povere spalline (e ringraziate che ho messo la "s"). E io, mica posso fare tutto io, che caspita! (2) Alla fine tutti faranno i complimenti, il gioco delle gestures è piaciuto, ma la partecipazione è stata scarsa, a mio parere, la coordinazione inesistente, tutti pronti ad arrabbiarsi e nessuno pronto a lavorare. Povera Italia!

Il Semiformal


Io al Semiformal non ci volevo andare. È Il classico ballo di fine anno all'americana. Non ci volevo proprio mettere piede anche se, in quanto americanata, aveva il suo interesse "storico" e "culturale", diciamo. Il fatto che fosse "semi" mi faceva sospettare che fosse una cosa lasciata un po' a metà, ma il Vincenzo di Nicola, il furbone, la quaglia, mi dice che è il super evento, che nessuno dovrebbe saltarlo, che ci dobbiamo andare assolutamente e blah blah blah. E allora li sgancio, questi 22$, a malincuore, tre giorni prima dell'evento (i cui biglietti, in vendita da mesi e non ancora finiti, mi facevano sospettare la fregatura).

Americanata per americanata, accetto anche l'idea di Maura, di andare con la limousine, +14. Il pomeriggio stesso, visto che voglio essere molto formal, vado da Rocco's a tagliarmi i capelli (poca ironia su questo, please), +18, da Macy's a comprarmi una cravatta azzurra, +22. In un solo giorno 100$ sono spazzati via dal mio conto, per la gioia della mamma. E ho dovuto resistere alla tentazione di comprarmi una camicia elegante.

Ma quando andiamo a questo semi? La limousine arriva in 7 minuti, l'autista è pure scontroso, sopra siamo in 14 e ho pure l'aria condizionata che mi batte sul collo. Arriviamo all'hotel, scattiamo più foto di uno sciame di giapponesi ma quando saliamo le scale per arrivare alla sala a noi riservata, dopo la classica esposizione di un ID per stabilire se possiamo o non possiamo bere alcolici, si entra in questa salettina piccina, con un po' di formaggi e qualche patatina sul tavolo... ed è tutto qui? Si, il cibo, da antipasto si tramuta in pasto completo senza l'aggiunta di un bel niente. E tutti si azzannano poi per l'ultimo pezzetto di formaggio. La salettina da ballo è grande come la mia stanza a UCSD, cioè piccola. Il terrazzino è grazioso, ci mancherebbe, e vediamo un bel tramonta da lì, ma di certo tutto l'ambaradan non vale 22$. Al massimo 10$, che non avrei neppure pagato. Mannaggia a Vincenzo. Quando lo vedo gli faccio una testa tanta a dire: 'sto semiformal, che me l'avevi decantato, e lui a scusarsi e a dire che l'anno scorso gli avevano dato una cena completa, che la sala si affacciava direttamente sulla spiaggia, bla bla bla. Quindi quest'anno fregaturaaaaaa! Ma le foto non sono male, e io sono piuttosto "tirato": se le volete vedere andate qui:
http://www.angeltowns2.net/tuka/semi/index.html

Saturday, May 14, 2005

2:21PM - Mondanità

Qualche tempo fa, la mia dolce amica Elena mi contatta dicendomi che c'è un premio Nobel che lavora a La Jolla. Decidiamo di scrivergli una lettera confidando in una sua risposta... non si sa mai!
Al tempo stesso leggo il corriere e vado a curiosare tra le lettere a Severgnini, e scopro che e` maledettamente sempre in giro... per cui:

Signore e Signori, i miei prossimi eventi pubblici sono i seguenti:

http://www.corriere.it/solferino/severgnini/05-05-03/11.spm

ed il seguente:

----Original Message Follows----
From: ******
To: sunflower_ele@hotmail.com
Subject: visita
Date: Sat, 14 May 2005 10:36:59 EDT

Cari Elena e Luca,
mi farebbe molto piacere incontrarvi. Io saro' di ritorno a La Jolla al
principio di luglio. Chiamatemi al telefono ( *** *** ****) e ci metteremo
d'accordo per un incontro.
Cordiali saluti
Renato Dulbecco

Thursday, May 12, 2005

11:29AM - Interessante...

Articoletto del corriere... magari mi compro il libro :-)

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Spettacoli/2005/05_Maggio/12/bugie.shtml

Current music: Hotel California-Eagles

Thursday, May 5, 2005

2:11AM - God save the wolf

Continuano i delirii d'oltreoceano, e la fattoria degli animali si allarga. L'altra settimana, al compleanno di Soledad (20 anni, meglio che io non ci pensi troppo vah), sono stati investiti la gazzella (Joelle, e come suona bene Joelle the Gazelle) e la civetta (Rags, il mio coinquilino). Forse qualcuno pensava che fossimo giunti al punto di saturazione, che la fattoria fosse al completo, le aie, le stalle e i campi fosse pieni. Invece vi siete sbagliati di grosso!
Perche` la scorsa settimana il buon Patrick, fiero del suo ruolo suino (elegant pig, ci tiene molto) si e` messo a cantare il celebre motivo dell'Halleluja di Haendel con tanto di testo "pooorcellina, poooorcellina" e quindi da li` si e` deciso che fosse giunto il momento che ogni animale potesse dotarsi di un proprio inno (anthem). E` da qui che nasce il God save the wo-oh-olf, God save the wo-oh-olf, God save the wooolf! Ma che ve lo dico a fare...

Sunday, April 24, 2005

1:57AM - Eccone un'altra?

Diciamo che gli americani non sono inquadrati, di piu`: vi siete mai chiesti come deve essere una foto su documenti da passaporto? Ovviamente no, ci pensera` il fotografo a farla bene. Beh, vi sbagliate di grosso: qui c'e` il mini-corso di fotografia per foto da passaporto: dove? Eccolo qui!

http://icenter.ucsd.edu/students/I765_PhotoReq.pdf

Saturday, April 23, 2005

4:14PM - the american job

Questo e` fico, quasi quasi mando il resume`: guardate le qualifications :-)

Organization
sdsurfreport.com
SDsurfreport.com is a San Diego surf report website. We offer forecasts, local and current surf video, as well as entertainment and information about the local surf community.

Qualifications

We are a major online surf report for San Diego County. We are currently looking for 2 weekday photographers for North County. The ideal candidate would live near the beach, preferably in Del Mar or Carlsbad and own a wireless enabled laptop. Candidates should posess a basic working knowledge of digital cameras as well as basic computer skills. A surf background is a plus. This job requires taking pictures at several breaks just after sunrise and takes about an hour.

Position description

Take a few pictures of several breaks. The North County run covers Ponto Jetty in Carlsbad to 15th St. Del Mar. The morning position would start around dawn. The afternoon position would start anywhere from 10:30am-1pm. Both take about one hour.

Additional information
Location(s) : San Diego, CA, United States
Start Date : 3/21/2005
Days/Hours : 1 hour at dawn and 1 hour early afternoon
Openings : 2
Salary : $12 per hour
Work Types : Part Time, Regular, Internship, Paid

Saturday, April 16, 2005

1:22PM - Santa Barbara

Eccomi sul treno che mi porta a Santa Barbara. Questa settimana vado a trovare Giulia, come promesso. Ovviamente tutto all'ultimo minuto: col treno alle 12.33 ho cominciato a fare la lavanderia alle 10.30, poi la colazione, poi dopo 34 minuti il dryer (la lavatrice costa 75c, devo farne 3: bianco, colore, delicato). Siamo circa alle 12 e ho gia` chiamato il Patrick per farmi portare alla stazione di Solana Beach (con la mia macchina, visto che il P. quando gli ho chiesto di acquistarne una mi ha dato picche, e ora e` sempre a chiedermi di portarlo a grocery shopping). Gli ho detto, partiamo alle 11.50. Alle 12 la mia valigia e` pronta, ma il Patrick no. Devo andare nel suo appartamento e incalzarlo: andiamo andiamo! E quello si porta il paper da leggere in macchina... ma non ti viene il vomito?

La stazione di Solana Beach e` vicina, intermini americani, son circa 20 minuti di macchina. Alla polleggiata velocita` americana. Ma italiano in auto vuol dire 10 minuti. E infatti mi butto sulla 5 e spingo sul pedale fino agli 85 (il limite e` 65) ma almeno in 10 minuti siamo alla stazione. O meglio. Fuori dalla 5, poi un altro po' da fare dentro il paesello di Solana e si perdono altri 5 minuti. Insomma, alla stazione alle 12.25. E io intanto mi nacchina toglievo la chiave della macchina dal portachiavi, ed elaboravo il piano: il patrick va in coda, io parcheggio davanti alla stazione. Ovviamente ce la fo! Alle 12.30 ho il mio biglietto, alle 12.33 sono sul treno.

Chi l'ha detto che i treni americani sono scomodi? Ho un posto tipo pendolino, largo, comodo (perche` non si vogliono far mancare niente), ho il tavolino e persino la corrente elettrica. Col mio portatile posso lavorare dalla partenza (12.33) all'arrivo (5.33PM). C'e` anche la carrozzina ristoro, con un mini ristoro, pieno di cose americane, patatine, sandwich, doritos (le patatine), e anche il mio adorato frappuccino di Starbucks! Con un sandwich (prosciutto e swiss cheese), una diet Pepsi (eh si, sto sfortunatamente ingrassando!) e un Mocha Frappuccino, mi riempio lo stomaco.

Quando arrivo, ci sono Giulia e Lea a prendermi. Andiamo a casa di Giulia, doccia e poi subito a cena. Per cena andiamo al Jewish Center (Lea e` ebrea) e ci offrono tanto di quel cibo gratis (a nano) che ci si strafoga. Sono una comunita` apparentemente molto aperta (c'era addirittura qualcuno che parlava di matrimoni gay che in California sono un tema abbastanza "scottante"), francamente non me lo sarei aspettato. E` tutto eccezionalmente buono: dalla prima all'ultima portata, compresa la frutta (la prima vera uva bianca saporita che ho trovato qui col chicco turgido e sugoso).

Poi andiamo ai classici parties americani. Prima ad una festa di compleanno dove ovviamente non conosciamo la festeggiata. Dove provo questa cosina gommosa, chiamata mi pare Jelly Vodka, che e` una caramella gommosa preparata in casa, con un po' di vodka dentro. Non e` molto saporita, non fa neppure molto effetto sul mio sistema nervoso in generale, quindi non e` una grande esperienza, ma s'ha da fare, e si fa.

Io tornero` a dormire poco dopo, Giulia si fermera` un po' di piu`. Programma di oggi: sole, mare (oceano) e relax. Domani lavorero` un po', ma oggi no...

Current music: Supercafone ('99)-Piotta-Comunque Vada Sarà un Successo

12:11PM - Shock

La settimana scorsa il mio portatile e` morto. E` stato uno shock, sia per il fatto che avevo un sacco di roba sul mio disco, sia perche` tra quella roba c'erano i miei assignments. Qui si fanno i compiti ogni una o due settimane, non c'e` solo l'esame alla fine. Ci sono i compiti, l'esame a meta` corso, l'esame a fine corso. Quindi ho dovuto ricominciare tutto per quel che riguarda i miei ultimi compiti, ho dovuto mettere in secondo piano la mia classe di direzione d'orchestra, sono arrivato a finire tutto col fiato sul collo... e in questo anche la reinstallazione di un nuovo disco, del sistema operativo, di tutti i programmi, e tutto il mio superbo fine-tuning... gosh... una enorme perdita di tempo!

P.S. : magari e` anche uno shock il fatto che fosse uscito dalla garanzia da soli tre mesi, peccato! In ogni caso, me lo avrebbero ridato riparato dopo due settimane! In questo modo almeno l'ho avuto in due giorni. Pagando una fortuna :( Mannaggia, dove il tempo e` denaro.

Current music: 3 minuti di magia-Gegia

Wednesday, April 13, 2005

2:06AM - Terremoti

Sara` pure la California il paese dei terremoti ma mi pare che in Italia non vada meglio. Visti da lontano, i recenti avvenimenti sembrano un vero e proprio tifone: crisi di governo, Mediaset parzialmente in vendita, Confalonieri lascia la presidenza della Scala e il Corriere diventa sempre piu` di sinistra, mentre il Rutellino apre le braccia ai naufraghi della nave azzurra. Pare quindi che, dalle parti del presidente del Consiglio tutto cominci ad ammuffire, sgretolarsi, decomporsi e muovere a nuovo stato.
Se questo sia un bene o un male e` difficile a dirsi. E` certo che dalla discesa in campo l'Italia ha cominciato a conoscere un vero bipolarismo, perche` il paese si e` spaccato in chi lo ama e chi lo odia. E lo dico dal paese dove tutto e` bipolare, dove le scelte non sono quasi mai piu` di due: due tipi di formaggio (bianco e arancione), due parti del parlamento (coi colori invertiti, rispetto a noi, quindi Bush e` rosso), due compagnie concorrenti che producono sistemi operativi (Apple e Microsoft, i cui quartieri generali sono pure piuttosto vicini). Direi quattro compagnie di telefonia mobile (ma due col GSM). Due pasti al giorno (con milioni di snacks nel mezzo). Due parti in cui la settimana e` divisa: working and partying. Speriamo che il naufragio del transatlantico azzurro possa aiutare la politica.
Stasera andavo a fare il pieno alla mia vecchia Honda Accord annata 1992, e un poliziotto che stava nei dintorni afferra l'accento italico e attacca bottone dicendo che era triste per la morte del Papa. Gli ho detto: "we have a proverb, in Italy: when a Pope is dead, another is coming". Una traduzione un po' miserabile di "morto un papa se ne fa un altro". Che credo valga anche per i non porporati.

Monday, April 4, 2005

12:59PM - Andrea's version

Da il Foglio questo divertente estratto dalla rubrica Andrea's version


Forse non bisognerebbe dirlo, in giorni come questi, o forse c’è un termine più elegante per definirla, ma parlando tra amici si direbbe che è sfiga. Più tragica, meno tragica, comunque sfiga. Mentre tutti parlano del Papa, o ne straparlano, dedichiamo così questa rubrichetta senza senso agli sfigati finiti nel cono d’ombra dell’informazione. Sfigatissimo il Principato di Monaco, senza bisogno di aggiungere altro. Sfigatini Carlo e Camilla d’Inghilterra, o Carla lui e Camillo lei, che chi se lo ricorda manco più. Sfigato il direttore della Scala Riccardo Muti al cui addio, pubblicato a pagina settantadue, è stato dedicato più o meno lo stesso spazio dell’ingresso dei primi delfini nel Mare del Nord. Sfigatone, veramente sfigatone, il presidente della Regione Siciliana Totò Cuffaro, prosciolto dall’accusa di mafia ma la cui gioia è stata confinata in tre righine, a pagina novantasette, e ormai chi ha dato ha dato. Forte sfiga per la sinistra alle elezioni regionali. Dove, se anche trionferà, chissenefregherà: non abbiamo votato in tanti, sconvolti da cose più grandi. Poi neanche si chiama sfiga, questa, tecnicamente si chiama miracolo.

Current music: Toccata und Füge BWV565 d-moll

Sunday, April 3, 2005

8:30PM - Scossoni

Il Papa muore, Muti lascia la Scala, e ci sono le elezioni regionali. Giornate intense queste ultime, le ho guardate anche io da qui; leggo spesso il Corriere online, ormai l'unico quotidiano ad avere al tempo stesso navigabilita`, piacevole lettura, sufficiente indipendenza dai poteri (anche se si sbilancia ultimamente piu` a sinistra).

Tra non molto torno in Italia, il mio volo e` prenotato per il 25 luglio. Son certo che molte cose saranno cambiate, ma molte saranno sempre le stesse: poche, in fondo, le cose che hanno il ciclo di vita di un anno esatto. Neppure l'anno solare e` cosi` preciso.

Anche guardando dentro di me, son certo che non molto e` cambiato: un po' perche` il mio spirito viaggia da solo, e non si lascia influenzare troppo dalle cose intorno, un po' perche` gli uomini cambiano molto lentamente.

Per ora non c'e` stata dunque una scossa nella mia coscienza. Nessun terremoto, nessuna parte della mia anima e` morta, nessuna nuova parte e` nata. Ho visto pero` tante cose nuove: credo quasi che quando tornero` sara` come se non fossi mai partito.

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